Elemosina, le vittime impaurite difendono gli aguzzini
«Loro sono buoni, sono poveri come noi, li devono lasciare liberi». Così, in un italiano stentato Nicolae (con la "e" precisa lui) parla dei suoi presunti sfruttatori, arrestati e già rimpatriati e dietro ai quali si nasconde probabilmente un ampio giro di sfruttamento di stranieri disabili per chiedere l'elemosina.
«Lo dice per paura», commenta il sindaco Alemanno che ieri ha visitato il centro comunale di accoglienza per immigrati in via Assisi.
Ride Nicolae, nonostante abbia mani e piedi piegati per una malattia che neanche lui è riuscito a spiegare. Ha 24 anni e viene dalla Romania. «Sono a Roma da tre anni - racconta - qui mi trovo bene, riesco a mangiare due, anche tre volte al giorno. A casa mia si mangia solo una volta e la "dottora" mi ha detto che è importante per me mangiare, fa bene alla mia malattia». Il centro di accoglienza, collegato dalla Sala operativa sociale del Comune non è bello ma è pulito e dignitoso. Nicolae e il suo amico non verranno rimpatriati, per i loro handicap non potrebbero essere assistiti in Romania.
«Ho contattato un'organizzazione non governativa per creare un centro di accoglienza in Romania - ha annunciato Gianni Alemanno al termine della visita - l'obiettivo è fare rimpatriare i soggetti disabili per far sì che non siano abbandonati a se stessi». Per il sindaco non si può più tollerare questo tipo di mendicità che sfrutta i disabili: «non è solo un problema di decoro - ha detto - ma di sfruttamento umano».
Fonte: Il Tempo
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