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Asociatia Amici della Romania |
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Asociatia culturala italo-romana "Amici della Romania" a fost infiintata la 1 Ianuarie 2007.
In trecut am realizat initiative menite de a promova cultura romaneasca in Italia, manifestari in limba italiana in care au intervenit profesori universitari de la universitatile din Italia si chiar directorul conservatorului din Latina.
Va trimit alaturat programul manifestatiilor deja realizate.
In plus asociatia noastra realizeaza din februarie un spatiu informativ in limba romana o data pe saptamana intr-o televiziune locala, Tele Etere si o pagina in limba romana intr-un cotidian local: "Il territorio".
Succesul obtinut prin initiativele noastre ne-a dat imboldul necesar pentru a organiza urmatoarea initiativa: un documentar TV despre Eminescu in limba italiana ce intentionam sa-l prezentam in premiera in ianuarie la Academia Romana. In interiorul documentariului au intervenit Conf.Univ. Dr. George Pruteanu, Prof. Univ. Dr. Hans Dama (Universitatea din Viena), Prof. Univ. Dr. Ion Iliescu (Universitatea de Vest Timisoara), Prof. Univ. Dr. Alexandru Calinescu (Directorul BCU Iasi, profesor la Universitatea "Al.Ioan Cuza"Iasi).
Pozitia asociatiei noastre este deschiderea spre dialog si promovarea valorilor culturale si istorice al poporului roman in Italia prin intermediul unor initiative de absoluta excelenta din punct de vedere cultural; crearea unei punti de legatura intre romani si italieni prin intermediul culturii.
Vicepresedintele asociatie este filozoful italian Mauro Cascio.
Tot alaturat este si o fotografie de la prima noastra initiativa. |
Comunicato stampa
L'associazione culturale italo - romena "Amici della Romania" esprime l'indignazione verso le azioni organizzate dalla formazione politica " La Destra ".
Alla fine quello che si temeva è successo, è giunta infatti la notizia secondo cui la prima spedizione punitiva ai danni di immigrati romeni si è compiuta.
Consideriamo vergognose tali azioni demagogiche fatte unicamente con lo scopo di approfittarsene di questi infelici episodi che noi lamentiamo per guadagnare consensi. Inoltre siamo sicuri che la maggioranza della popolazione italiana la pensa diversamente. Noi continueremo la nostra battaglia attraverso la via del dialogo e della cultura. Quello che probabilmente sfugge ad alcune persone è il fatto che la Romania è innanzitutto un Paese di grandi risorse culturali e di tradizioni millenarie che non sono di certo quelle della delinquenza. Condanniamo anche noi i gesti di alcuni nostri concittadini, però nello stesso tempo chiediamo prudenza. Facciamo un appello alle formazioni politiche italiane alla prudenza nelle dichiarazioni che possano portare a lamentabili episodi come quello successo ieri sera. Pensiamo che sia ingiusto penalizzare una intera comunità per alcuni soggetti isolati.
Siamo sicuri che queste azioni di natura razzista, xenofoba siano condannate in uguale misura dai cittadini italiani che da quelli romeni. La violenza non è una soluzione, la “caccia al romeno” rischia di colpire persone innocenti che altra colpa non hanno che la loro nazionalità.
Non dobbiamo dimenticare il valore della vita umana indifferentemente dal passaporto.
Aldilà dei discorsi demagogici che rischiano di agitare delle “teste calde”, si dovrebbero intensificare le iniziative dei mediatori culturali. Il dialogo è la chiave dell’integrazione e di conseguenza ci dovrebbe essere più sopporto per le formazioni romene presenti in Italia, proprio per evitare che episodi isolati come questi si moltiplichino.
Le radici culturali comuni vanno valorizzate anziché additare un’intera comunità, punire un intera nazione per degli episodi di cronaca che siamo in primi a condannare.
Un altro appello è indirizzato al governo romeno che dovrebbe sostenere di più le associazioni presenti in territorio e prendere una posizione più netta nei confronti della delinquenza prima che si arrivi alla penalizzazione non solo mediatica della nostra comunità.
Ufficcio stampa
Contatti: 328 65 78 154, d.harja@parvapolis.it |
Comunicato stampa
L'Associazione "Amici della Romania" intende esprimere la sua solidarietà alle vittime della deliquenza romena in Italia.
Ci si sente doppiamente colpiti, da romeni, anche per i gravi danni d’immagine che colpiscono tutta la comunità. «La situazione è oggi insopportabile», dice la presidente Diana A. Harja. «Quella che è una patologia viene scambiata per fisiologia, il rumeno è il delinquente per antonomasia e, nell’opinione pubblica, quasi più nessun distinguo è possiblie.
La delinquenza non ha nazionalità, un’osservazione che sembra banale ma che rischia di non esserlo più di tanto. La Romania non è terra di cultura, di spiritualità, di mistero, non viene considerata per i suoi contributi, spesso importanti, al dibattito europeo. È solo terra di piccola criminalità. Va detto che spesso è anche causa di una legislazione italiana dalle maglie troppo larghe, una cultura garantista all’eccesso che rischia di non funzionare da deterrente come, paradossalmente, accade in Romania. Il delinquente rumeno preferisce agire in Italia, perché al Paese suo tanto liscia non la passerebbe». «Ma il problema resta essenzialmente quello culturale», insiste Diana A. Harja. «Se le autorità fanno bene a scoraggiare ogni iniziativa che mini alla sicurezza di tutti, si devono moltiplicare le iniziative culturali e di informazione sul territorio sulle tradizioni e sullo spirito rumeno, affinché non accada che prevalga il giornalismo alla rovescia, sempre pronto a sbattere in prima pagina la nazionalità del criminale, e sempre pronto ad ignorarti quando rivendichi con orgoglio le radici della tua storia».
Ufficio stampa
Associazione culturale "Amici della Romania"
(Per contatti Tel 328 - 65 78 154 d.harja@parvapolis.it) |
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